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coronavirus, finita la festa.

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  • Originariamente inviato da Ack Visualizza il messaggio
    Comunque adesso avremo il nuovo DPCM con :

    - divieto di spostamento tra regioni fino a metà febbraio (prima si parlava addirittura del 5 marzo)

    - "quasi tutte le regioni" in zona arancione

    - divieto di raggiungere le seconde case fuori dal comune.


    Quindi sì, mi sa che la stagione è andata.
    Come dicevo in un altro 3d, Dpcm e Faq vanno letti bene...

    Faq dpcm 14 gennaio 2021 - zona arancione

    È possibile recarsi in un altro Comune al solo scopo di fare lì attività sportiva? In alternativa, è possibile varcare i confini comunali mentre si pratica l’attività sportiva (per esempio correndo o valicando un monte), per concluderla comunque all’interno del proprio Comune?
    È possibile recarsi in un altro Comune, dalle 5.00 alle 22.00, per fare attività sportiva solo qualora questa non sia disponibile nel proprio Comune (per esempio, nel caso in cui non ci siano campi da tennis), purché si trovi nella stessa Regione o Provincia autonoma. Inoltre è possibile, nello svolgimento di un’attività sportiva che comporti uno spostamento (per esempio la corsa o la bicicletta), entrare in un altro Comune, purché tale spostamento resti funzionale unicamente all’attività sportiva stessa e la destinazione finale coincida con il Comune di partenza. Si ricorda inoltre che, ai sensi del Dpcm, per i comuni con popolazione non superiore a 5.000 abitanti è equiparata al territorio comunale la fascia territoriale circostante, fino a una distanza di 30 km dai relativi confini.
    Si ricorda che, durante lo svolgimento dell’attività sportiva, è sempre necessario mantenere la distanza di almeno 2 metri dalle altre persone.


    Poi, le forze dell'ordine, molto probabilmente, daranno ognuna la propria interpretazione (già lette cose disparate in giro) e quindi il rischio dei 400 c'è, però almeno ce la si gioca e al limite si fa ricorso. Sempre che si abbia voglia di uscire dalla comfort zone del paesino e di faticare un po'

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    • Originariamente inviato da fdineve Visualizza il messaggio
      ..ma la Francia, sentivo oggi, ha ancora un numero di nuovi positivi al giorno altissimo.. e' normale che non riapriranno mai nulla... per me anche qui in Italia non si fara' nulla fino al prossimo anno.
      Gennaio e' ormai alla fine, c'e' ancora febbraio, poi da marzo in poi non apriria' piu' nessuno.. il personale degli addetti agli impianti e i maestri, dalla primavera in poi fanno altri lavori (muratori, manutentori, elettricisti, idraulici, affitto bike e quad e roba simile, personale nei ristoranti/bar/pizzerie..).
      io spero ancora che località che tengono normalmente aperto sino a inizio maggio (tignes, val d'isere, val thorens, les deux alpes) possano farci qualche regalo primaverile....

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      • Il CTS ha approvato il protocollo per l'apertura degli impianti. Dolomiti Superski pronto a partire a metà febbraio

        Sarà vero? Sarà falso? Sarah Ferguson?

        https://www.neveitalia.it/turismo/ne...YjrRV9R-dRxnMc

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        • sarebbe interessante leggerlo sto protocollo, ma sembra il terzo segreto di Fatima

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          • Riporto due articoli sulla possibilità o meno di uscire dal proprio comune per praticare sport in montagna:

            https://www.ilpost.it/2021/01/22/git...mune-permesse/

            https://www.veronasera.it/cronaca/sc...naio-2021.html

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            • vedremo cosa si inventano per rimandare ancora o eventualmente annullare tutto.

              Poi per carità magari qualcuno meno giovane tira i cordini ma il sunto è che chi si diverte dà fastidio e che si deve essere tristi anche se si hanno altre idee.

              Sembra di essere in "the whirstcutter" (il film fatto sul libro kamikaze pizza) . Bè continuiamo a cucire le tendine per il pulmino,se non altro le volte che mi sono forato sul nero delle tendine non si vede porca di quella....
              Ultima modifica di docelektro; 22-01-21, 18:14.

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              • Originariamente inviato da Trabateo Visualizza il messaggio
                Come dicevo in un altro 3d, Dpcm e Faq vanno letti bene...

                Ma gli impianti erano (e sono ancora) chiusi ... la mia era una considerazione ipotetica basata sulla sostenibilità economica e sul probabile andamento dei contagi e relativo prolungamento delle restrizioni ...


                Poi con regole stringenti come quelle sarebbe veramente difficile per gli impianti riaprire ... magari quelli della lombardia, che hanno un bacino di utenza soprattutto "regionale", ma in valle d'aosta, in trentino o in alto adige non puoi aprire solo per i locali, a meno che fai girare solo un paio di impianti, come per gli atleti ...


                Comunque nel frattempo da una parte hanno previsto la possibilità di raggiungere le seconde case ... e dall'altra la lombardia è finita in zona rossa


                Si naviga a vista, io spero per marzo (che tra l'altro avrei lo stagionale gratis per la chiusura dell'anno scorso)

                Però in europa le cose stanno andando peggio che da noi e c'è un grande timore di un'eventuale catastrofica terza ondata, per cui mi pare improbabile una rimozione delle restrizioni almeno nel breve termine

                Ultima modifica di Ack; 22-01-21, 23:10.

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                • Ho fatto un paio di telefonate a Cortina, c'è ottimismo per l'apertura il 15. Ho dovuto prenotare l'ultima stanza rimasta per l'ultima settimana di febbraio perché quella prima era tutto esaurito. Speriamo sia la volta buona.

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                  • Originariamente inviato da Ack Visualizza il messaggio

                    Però in europa le cose stanno andando peggio che da noi e c'è un grande timore di un'eventuale catastrofica terza ondata, per cui mi pare improbabile una rimozione delle restrizioni almeno nel breve termine
                    Grazie anche a certa stampa e certa televisione. La terza ondata,la quarta la quinta. Raggiungessero kurt cobain nello stesso modo magari anche...


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                    • io anche spero in qualcosa di positivo perchè sotto molti aspetti ci si è parecchio rotti i....

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                      • ..tratto ieri dal sito di LAB24:


                        Rispondiamo oggi, nel modo più semplice possibile e sacrificando il rigore scientifico alla facilità di comprensione, alle domande di alcuni lettori sulle varianti del virus e sulle potenziali conseguenze sulla campagna vaccinale. Prendiamo in considerazione le due che al momento destano maggiore preoccupazione: quella inglese e quella brasiliana. Entrambe caratterizzate da una contagiosità (espressa dal valore di R0) molto superiore a quella del Sars-CoV-2 nella sua forma originale, per il quale viene generalmente indicato un R0 di 2,5. La variante brasiliana, in aggiunta, sembra essere in grado di eludere almeno in parte la risposta anticorpale: perché la sua proteina Spike ha cumulato una serie di mutazioni che ne rendono più difficile il riconoscimento da parte degli anticorpi sviluppati in seguito all’infezione con il virus originario. In altri termini: venendo a contatto con la nuova variante, i soggetti che in passato si sono ammalati di Covid-19 si possono ammalare di nuovo. Gli studi in corso dovranno chiarire con quale frequenza questo accade, e soprattutto se i vaccini disponibili forniscono protezione anche contro questa variante o se dovranno essere sottoposti a una modifica. In attesa di risposte precise usciamo dal campo dell’immunologia e trasferiamoci in quello dell’epidemiologia. Entrambe le varianti, inglese e brasiliana, sono caratterizzate da una velocità di trasmissione molto superiore rispetto al Sars-CoV-2 finora in circolazione. Con possibili ricadute su due aspetti chiave: l’immunità di gregge e la copertura minima vaccinale necessaria per ottenerla. Partiamo dall’immunità di gregge, che si calcola con una formula semplice: 1-1/R0. L’R0 del Sars-CoV-2 è 2,5, quindi 1-1/2,5. Dividiamo 1 per 2,5 e otteniamo 0,4. Procediamo con la sottrazione (1-0,4) e otteniamo il risultato: 0,6. Per arrivare all’immunità di gregge dobbiamo avere almeno il 60% della popolazione in grado di opporre una risposta anticorpale. Questo in condizioni ideali, che di fatto non si verificano praticamente mai: perché a modificarle intervengono fattori come la densità di popolazione, i diversi comportamenti individuali, l’adozione (o non adozione) di contromisure e molti altri ancora. Che rendono l’R0, di fatto, una variabile: ma in genere viene utilizzato come un valore stabile, presumendo che all’interno di una determinata popolazione tutti i soggetti abbiano identiche possibilità di infettarsi e di trasmettere l’infezione. Arrivati a questo punto, al concetto di immunità di gregge dobbiamo abbinare quello dell’efficienza del vaccino: in termini molto semplici, quante persone rende immuni su 100 vaccinati. I vaccini Pfizer e Moderna hanno valori vicini al 95%; quello di Astra Zeneca, inizialmente stimato al 75%, sembra poter arrivare al 95% se somministrato in prima inoculazione a mezzo dosaggio, seguito da un richiamo a dose piena (su questo aspetto in particolare si stanno concentrando le verifiche in corso all’Ema). Per definire la copertura minima vaccinale (quanti soggetti dobbiamo vaccinare e rendere immuni per ottenere la protezione dell’intera comunità) dobbiamo dividere il dato dell’immunità di gregge per quello dell’efficienza del vaccino: nel nostro caso, considerando i vaccini Pfizer e Moderna, dobbiamo dividere 0,6 (immunità di gregge per il Sars-CoV-2 originario) per 0,95 (il vaccino immunizza 95 persone su 100). Il risultato (0,63) ci dice che per ottenere l’immunità di gregge con i vaccini Pfizer e Moderna dobbiamo vaccinare il 63% della popolazione. Torniamo a questo punto alle varianti, che essendo più contagiose impongono un ricalcolo rispetto a quanto fatto. Perché da un lato, con un R0 più alto, impattano sulla teorica immunità di gregge e quindi sulla copertura minima vaccinale necessaria per ottenerla. Dall’altro, se davvero fossero in grado di eludere in parte la risposta anticorpale, e di farlo anche nei confronti dei soggetti vaccinati, diminuirebbero l’efficacia del vaccino. Vediamo cosa accadrebbe in entrambi i casi. Una variante con un R0 di 4,0 (valore stimato da molti laboratori per quella inglese) cambierebbe il nostro primo calcolo in questo modo: 1-1/4, quindi 1-0,25. Il risultato finale (0,75) ci dice che dovremmo avere il 75% della popolazione protetta da anticorpi per raggiungere l’immunità di gregge. Incrociando questo dato con l’efficacia del vaccino (95%) per capire quante persone vaccinare dobbiamo dividere 0,75 per 0,95: il risultato è 78,9, quindi dobbiamo vaccinare il 79% della popolazione per arrivare all’immunità di gregge. Un livello molto più alto di quello (63%) ricavato utilizzando i parametri del Sars-CoV-2 originario. Nel caso in cui una variante fosse in grado di eludere una parte della risposta anticorpale, e quindi diminuisse l’efficacia del vaccino, il calcolo cambierebbe ancora. Ipotizziamo un’efficacia dell’85% (valore del tutto ipotetico) sempre a fronte di un virus con R0 di 4,0: dovremmo dividere 0,75 non più per 0,95, ma per 0,85. Il risultato (0,88) porterebbe alla necessità di vaccinare l’88% della popolazione. Diminuiamo ancora l’efficacia, portandola al 75% e arrivando così a dividere 0,75 per 0,75: il risultato è 1, ovvero immunità di gregge raggiungibile solo vaccinando il 100% della popolazione. Con un’efficacia inferiore al 75%, a fronte di un virus mutato con le caratteristiche che abbiamo utilizzato per il calcolo, l’immunità di gregge sarebbe impossibile da raggiungere. Ribadiamo che questo esercizio, oltre che espresso con molte semplificazioni, è puramente teorico: perché nella realtà gli elementi che concorrono al risultato finale sono molteplici e influiscono in modo diverso in popolazioni diverse (anche all’interno della stessa nazione o regione). Inoltre, perché questo risultato si verifichi, la variante dovrebbe essere non più “una delle forme del virus”, ma l’unica circolante o perlomeno quella largamente prevalente. L’esercizio è comunque utile per capire come si arrivano a definire i parametri chiave, e perché la comparsa di varianti debba essere monitorata con estrema attenzione: individuandole precocemente e limitandone il più possibile la diffusione. (M.T.I.)



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                        Ciao
                        Carlo


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                        • ..intanto l'Italia ha purtoppo perso un'altra posizione (ora e' 8ava).. la Spagna si e' rifatta sotto e ci ha battuti, ieri....


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                          ..mentre il Regno Unito tallona ormai da una decina di giorni la Russia, ma proprio non riesce a spuntarla.. (si vocifera che l'allenatore Boris Johnson verra' destituito..).
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                          Ciao
                          Carlo


                          Ultima modifica di fdineve; 23-01-21, 11:06.

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                          • https://www.meteoweek.com/2021/01/25...ci-aperti-cpe/

                            I Svizzera contagi in calo da settimane nonostante gli impianti siano sempre stati aperti da dicembre...

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                            • difatti il problema sono i nonnetti che fanno focolaio nelle rsa non gli snowboarder ,ma sembra che una gestione quanto minimo discutibile condanni il divertimento.
                              In italia il 60% delle persone era per gli impianti chiusi. Ergo abbiamo il 60 % di beoti?

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                              • Io ho paura che i restante 40% fosse per il tutto aperto come nulla fosse, il che porterebbe la somma dei beoti a quota 100!!!
                                Un minimo di equilibrio e buon senso e questa pandemia avrebbe fatto un frazione dei danni che sta facendo.

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