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coronavirus, finita la festa.

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  • coronavirus, finita la festa.

    da lombardo non potevo che aprire un post a riguardo.
    ero a cervinia ospite da un amico e sabato sera l'amara notizia.
    questa mattina invece di salire a surfare siamo tornati a casa, un pò per evitare ogni sorta di problema ed un pò per sano senso civico.
    mai vista così poca gente.
    da domani impianti chiusi anche in val d'aosta.
    faccio il tecnico audio da 20 anni (sono libero professionista in partita iva) e da più di 15 giorni sono in vacanza forzata...così sarà fino al 3 aprile, ormai mi sono già abituato alla situazione, il nostro settore è in ginocchio (settore sicuramente molto in ombra ma che crea un enorme forza lavoro e grandi introiti), mai vissuto nulla del genere in tanti anni di attività.
    personalmente credo che in questo momento sia inutile creare psicosi e semplicemente stare a casa (per quanto possibile).
    voi? lavorate? lavorate da casa? fermi come me?

  • #2
    qui nel cuneese è relativamente tranquillo.
    Ho la netta sensazione che "sotto" ci sia ben altro e questo virus del razzo che lo stiamo portando dietro dalla primavera scorsa,magari è mutato (i virus lo fanno per sopravvivere) .
    Perchè quello che mi dà fastidio non è tanto il virus ma tutto il circo mediatico con tutto il pagliacciume che va in tv ogni 5 minuti,si permette di interrompere film e programmi per dire SEMPRE le stesse cose.

    Prima si è cominciato con le mascherine,quando si è scoperta la verità ossia che se la mascherina non FFP3 o P3 (se di quelle in gomma con i filtri) non fa un razzo tutti a non parlarne più.

    Poi si è cominciato a lamentarsi del fatto che molta gente ha preso il treno per tornare a casa. Del resto un universitario che sta magari fuori casa,spende un macello di soldi forse è meglio che torni a casa e tutti a scassare il razzo.
    Mi chiedo perchè i badola che filmavano con il telefonino non siano stati presi a sberle. Oramai è tutto un video tutto sul telefono,tutto on line. Che rottura di peones.
    Difatti se continua questo circo io stacco l'antenna,ho la cantina piena di videocassette e dvd.

    Secondo me dietro questa che è ANCHE (anche ,non soltanto) psicosi c'è qualcosa di fosco. Secondo me questo virus ce lo rabastiamo dietro dalla scorsa primavera. Difatti fino all'estate è stato un proliferare di gente con mega tosse da fumatore,anche bambini.

    lavorare? lavoro vicino e in 10 minuti con la kawasaki ci sono,finchè stanno aperti io lavoro. Sono appena rientrato dalla mutua,avevo tranciato una costola cadendo. Ovviamente ho continuato la giornata solo che alla sera faceva un goccio male.

    Io non ho bisogno di un motivo per non uscire di casa,sono orso di mio,in ogni caso SE il prossimo sabato ci sarà qualcuno che verrà con me SE gli impianti saranno aperti e SE ci sarà neve a sufficienza io andrò su a pian munè. Non tollero le psicosi. Anche perchè se "tamponiamo" tutto il popolo italico avremo tante belle sorprese.

    E se non riesco ad andare su un giro in moto (in zona nè non nelle zone rosse) non me lo toglie nessuno. Hanno stufato.

    Difatti è uno dei tanti motivi per cui evito di girare per sport,ho smesso di bere per non dover fare l'alcooltest (difatti quando dico che sono astemio dalla nascita e se "lui" segna li porto in tribunale,un pio di volte lo hanno fatto poi hanno visto zero e oramai le divise della zona mi conoscono) ora voglio anche evitare il tampone e un eventuale ospedalizzazione forzata.
    Non è complottismo,è malfidenza.
    Ho una gatta ventennale con pochi denti,magra che non fa più i gattini che sono due anni che starnuta e non sta proprio benissimo ma evito di portarla dal vetrinario perchè magari me la fa ammazzare o magari la ammazza "sbagliando" le medicine. Tuttavia dorme con me (insieme ad un altro gatto) se "coronava" sarei già stato coronato due/tre anni fa.
    E il discorso vale anche per gli umani.

    Alle 5 di mattina di sabato mi suona la guardia medica io in piedi che facevo altro. Dialogo dal balcone:
    -sono la guardia medica qui è il 31?
    -si,e gli dico il mio cognome
    -no cercavo (altro cognome)
    -no non è qui
    -allora mi scusi per l'ora
    -non si preoccupi a kabul sono le 9,30...

    Sento puzza di ospedalizzaione forzata,deportazione e altre delizie. Poi magari con la scusa del tampone o di iniettarti qualche popò schiatti di cancro dopo un anno per grazia ricevuta.
    Se voglio "iniettare" sarà roba che si scalda con l'accendino prima e che vadano a dare via il gnau.

    Se non ci sono sintomi muto e tira dritto. Almeno finchè non si scopre cosa c'è sotto. La dispensa è abbastanza piena,lavori da fare a casa ne ho,magari giovedì o venerdì scavo in giardino che c'è una cosa da mettere a posto .O magari vado avanti ad aggiustare il mixer che ha un canale che gratta,tanto per adesso non suoniamo in giro e posso aspettare i comodi di ebay per i ricambi.

    Che dirti,vediamo come si evolverà,io sento una gran puzza di marcio. Di lame ne ho,la motosega pure,spero di non doverle usare.
    Ultima modifica di docelektro; 09-03-20, 07:59.

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    • #3
      Originariamente inviato da sethstudio Visualizza il messaggio
      questa mattina invece di salire a surfare siamo tornati a casa,

      da domani impianti chiusi anche in val d'aosta.
      Io non lo avrei fatto,avrei fatto la giornata e poi ritornato con calma. Se sto bene per lavorare sto bene per divertirmi e ovviamente per rilavorare il lunedì,sia ben chiaro.

      Ci sarebbe anche da fare una considerazione su questo virus,è stato molto dannoso e infestante in lombardia,terra nel quale tutti si vantano del PIL e del loro "multitasking" (frasi varie che ho sentito) e magari terra nel quale la alta densità di persone oltre a facilitare il contagio deprime le persone. Non a caso certe zone sembrano quasi risparmiate.

      Inoltre SE POSSIBILE si cerchi di pensare positivo,la prossima volta se puoi evita un titolo come "finita la festa" perchè il pensiero negativo uccide più della roba tagliata male e delle pallottole.

      Perchè di tutto abbiamo bisogno TRANNE che discorsi catastrofisti che ci deprimono. La gente che dice "andrà tutto di emme" "moriremo tutti" e altre cose,bè...è un mio diritto staccare la spina.
      In quanto al moriremo tutti lo diceva già il mitico Jim douglas morrison! Quindi è vecchia...
      Ultima modifica di docelektro; 09-03-20, 08:40.

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      • #4
        Beh, facendo il medico credo proprio che continuerò a lavorare, forse più di prima.
        Tutte le misure prese sono essenziali, per me sono stati anche fin troppo buoni.

        L'unico modo per non ammalarsi è non prenderlo sto virus. E' l'unico modo per non prenderlo è limitare i contatti umani, lavarsi le mani etc.

        State a casa il più possibile, tutti, non solo i lombardo veneti.

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        • #5
          Sarà ma io sabato ho fatto un giro a folgaria ed ho dovuto girare 4 paesi per trovare un parcheggio... e il bello è che le piste erano vuote, c'erano milioni di persone nelle baite a valle.... della serie "l'italiano fa sempre il rovescio di quel che dovrebbe fare!"

          Qui domenica si parlava di impianti chiusi ma poi guardavo le webcam dei miei principali spot e tutto stava funzionando... mah, non si capisce molto eh!

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          • #6
            Originariamente inviato da docelektro Visualizza il messaggio
            Io non lo avrei fatto,avrei fatto la giornata e poi ritornato con calma. Se sto bene per lavorare sto bene per divertirmi e ovviamente per rilavorare il lunedì,sia ben chiaro.

            Ci sarebbe anche da fare una considerazione su questo virus,è stato molto dannoso e infestante in lombardia,terra nel quale tutti si vantano del PIL e del loro "multitasking" (frasi varie che ho sentito) e magari terra nel quale la alta densità di persone oltre a facilitare il contagio deprime le persone. Non a caso certe zone sembrano quasi risparmiate.

            Inoltre SE POSSIBILE si cerchi di pensare positivo,la prossima volta se puoi evita un titolo come "finita la festa" perchè il pensiero negativo uccide più della roba tagliata male e delle pallottole.

            Perchè di tutto abbiamo bisogno TRANNE che discorsi catastrofisti che ci deprimono. La gente che dice "andrà tutto di emme" "moriremo tutti" e altre cose,bè...è un mio diritto staccare la spina.
            In quanto al moriremo tutti lo diceva già il mitico Jim douglas morrison! Quindi è vecchia...

            concordo sul fatto che seth poteva farsi un altro giorno sulla neve: scusa, seth, ma che ti cambiava dal giorno prima? Cioè il giorno prima stai bene e il giorno dopo sei impestato?

            sul quasi resto del tuo discorso, dock, mi tendi fortemente a napalm51

            ottimismo, invece, sempre! detto da uno che ottimista non è
            Ultima modifica di Trabateo; 09-03-20, 11:48.

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            • #7
              Originariamente inviato da Café Racer Visualizza il messaggio
              Beh, facendo il medico credo proprio che continuerò a lavorare, forse più di prima.
              Tutte le misure prese sono essenziali, per me sono stati anche fin troppo buoni.

              L'unico modo per non ammalarsi è non prenderlo sto virus. E' l'unico modo per non prenderlo è limitare i contatti umani, lavarsi le mani etc.

              State a casa il più possibile, tutti, non solo i lombardo veneti.

              domanda a un medico: secondo te questo virus è tipo peste bubbonica? perchè la gente sta svalvolando come se lo fosse
              da ignorante, penso che sia un virus forte e molto contagioso ma che la maggior parte di gente che schiatta lo fa per situazioni precarie precedenti e muore con il Covid19 e non di Covid 19... poi farà il suo decorso e prima o poi non ne sentiremo più parlare (noi italiani siamo i migliori a dimenticarci in fretta quello che è successo il giorno prima)

              Ti dirò, io ho continuato a comportarmi e fare le stesse cose che facevo prima tranne che per il lavoro (finalmente ci hanno concesso di lavorare da casa) e che mi lavo più spesso le mani (acqua e sapone). Non sono uno che fa vita mondana, anzi, sto quasi sempre in casa se si escludono la corsetta al parco, la spesa da fare, andare da mio suocero per dare una mano alla mia compagna e per fargli il giardino e poi andare in montagna quando posso. Poi ci sarebbero il corso di stretching e d'inglese, ma ovviamente siamo fermi.
              Niente corsa alle mascherine o all'amuchina, nè a svuotare gli scaffali del supermercato, nemmeno mi sono messo a guardar storto chiunque che desse un colpetto di tosse...io ho la gola facilmente irritabile (poi vivendo a Milano non ti dico) e giro sempre con caramelle varie, appunto perchè la tosse secca è una mia prerogativa.
              Sono d'accordo con queste misure restrittive che mirano a non mettere in ginocchio un sistema sanitario ridotto quasi all'osso dalla politica miope di governi ancora più miopi: tutti compresi, anche quelli che ora vorrebbero tornare a completare l'opera lasciata in sospeso qualche anno fa.
              ...Anche se penso si stia un po' esagerando.
              Paradossalmente, se sto al decreto, non posso nemmeno uscire di casa per fare la spesa o andare, da solo, a correre al parco, da solo... non posso nemmeno andare a fare snowalp (non sto parlando di impianti...), poi bar e ristoranti aperti ma fino alle 18, quando notoriamente il virus esce dalla botola e fa cucù!
              Ma se non posso uscire di casa, come faccio ad andare al ristorante?
              Poi ieri (io sono rimasto in casa) la piazzetta sotto casa era gremita di gente, bambini compresi...
              mah...
              Ultima modifica di Trabateo; 09-03-20, 11:50.

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              • #8
                Io ho passato il weekend ad Andalo - Fai Paganella.
                Albergo praticamente vuoto, mi ha detto il titolare che chiudono oggi a causa delle tante disdette.
                Sabato poca gente in pista e zero misure anti-assembramento sulla funivia o nei rifugi.
                Domenica invece hanno giustamente limitato l'accesso (massimo in 4 in cabinovia da 8 posti, corridoi per l'accesso agli impianti di risalita e rifugi con solo servizio ai tavoli). La gente in pista era davvero poca.
                Io vivo e lavoro a Bologna, quindi teoricamente non abbiamo restrizioni imposte, se non l'invito (giusto a mio parere) di limitare comunque la vita sociale.
                Dal mio punto di vista, credo che le misure imposte siano più che doverose e credo che sia nell'interesse di tutti, limitare e debellare quanto prima possibile il virus.
                Per cui zero polemiche e bisogna collaborare.

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                • #9
                  No, il CoVid-19 è peggio della peste. Per la peste basta un antibiotico. È vero che la mortalità non è altissima, ma a patto di disporre di terapie intensiva e rianimatori. In Lombardia le rianimazioni sono piene. Questo significa che saranno costretti a scegliere chi curare e chi no sulla base del l'aspettativa di vita più lunga. Cioè se si ammala il 20enne, per curarlo buttano fuori un 50enne e lo lasciano morire. Perché non c'è soluzione. Questa non è un'influenza, non è un raffreddore, è una bruttissima polmonite virale, che da quadri severi anche in pazienti giovani e sani. State a casa, uscite solo se necessario, evitate di stare in luoghi affilati evitate spostamenti inutili e di mettervi in condizioni di pericolo, che il 118 avrà di meglio da fare che raccattarvi perché siete caduti da un dirupo.

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                  • #10
                    This is the end.....

                    https://www.repubblica.it/cronaca/20...nti-250727834/

                    Ma di rimborsi non se ne parla eh.... immagino coloro che hanno speso tutti quei soldi per fare il dolomiti superski annuale come saranno contenti!

                    Però era necessario, va detto che si doveva chiudere tutto

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                    • #11
                      Originariamente inviato da Café Racer Visualizza il messaggio
                      No, il CoVid-19 è peggio della peste. Per la peste basta un antibiotico. È vero che la mortalità non è altissima, ma a patto di disporre di terapie intensiva e rianimatori. In Lombardia le rianimazioni sono piene. Questo significa che saranno costretti a scegliere chi curare e chi no sulla base del l'aspettativa di vita più lunga. Cioè se si ammala il 20enne, per curarlo buttano fuori un 50enne e lo lasciano morire. Perché non c'è soluzione. Questa non è un'influenza, non è un raffreddore, è una bruttissima polmonite virale, che da quadri severi anche in pazienti giovani e sani. State a casa, uscite solo se necessario, evitate di stare in luoghi affilati evitate spostamenti inutili e di mettervi in condizioni di pericolo, che il 118 avrà di meglio da fare che raccattarvi perché siete caduti da un dirupo.
                      Il mio riferimento alla peste lo dovevo contestualizzare a quando la peste ci fu (cioè epoca e condizioni igienico sanitarie).
                      Giusto per precisare: il covid19 è un virus che può portare alla polmonite virale o è catalogabile proprio come polmonite virale?
                      Perchè, al momento non ho trovato un'informazione tale che mi possa far asserire ciò, se ne hai, per favore, potresti linkarle?
                      Sul 118 che abbia di meglio da fare che recuperare incauti escursionisti, sono totalmente d'accordo...anche senza emergenza covid19
                      Ultima modifica di Trabateo; 09-03-20, 16:12.

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                      • #12
                        il covid19 è un virus che può portare alla polmonite virale o è catalogabile proprio come polmonite virale?
                        SARS-CoV-2 è il virus, Coronavirus disease 2019 (COVID-19)è la malattia causata da questo virus.

                        La malattia ha differenti manifestazioni, tra cui la polmonite (infiammazione dei polmoni) che, essendo causata da un virus, è a tutti gli effetti una polmonite virale.

                        http://www.salute.gov.it/portale/nuo...rus&menu=vuoto

                        qui ci sono info buone per i non addetti ai lavori.

                        Le cose che sto sentendo dai colleghi al nord però fanno emergere un quadro abbastanza critico. Quindi preservatevi.

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                        • #13
                          Originariamente inviato da Café Racer Visualizza il messaggio

                          Le cose che sto sentendo dai colleghi al nord però fanno emergere un quadro abbastanza critico. Quindi preservatevi.

                          Io su un altro forum ho letto questo :

                          https://ilfaro24.it/coronavirus-medi...che-influenza/


                          In una delle costanti mail che ricevo dalla mia direzione sanitaria a cadenza più che quotidiana ormai in questi giorni, c’era anche un paragrafo intitolato “fare social responsabilmente”, con alcune raccomandazioni che possono solo essere sostenute.

                          Dopo aver pensato a lungo se e cosa scrivere di ciò che ci sta accadendo, ho ritenuto che il silenzio non fosse affatto da responsabili. Cercherò quindi di trasmettere alle persone “non addette ai lavori” e più lontane alla nostra realtà, cosa stiamo vivendo a Bergamo in questi giorni di pandemia da Covid-19.

                          Capisco la necessità di non creare panico, ma quando il messaggio della pericolosità di ciò che sta accadendo non arriva alle persone e sento ancora chi se ne frega delle raccomandazioni e gente che si raggruppa lamentandosi di non poter andare in palestra o poter fare tornei di calcetto rabbrividisco.

                          Capisco anche il danno economico e sono anch’io preoccupato di quello. Dopo l’epidemia il dramma sarà ripartire. Però, a parte il fatto che stiamo letteralmente devastando anche dal punto di vista economico il nostro SSN, mi permetto di mettere più in alto l’importanza del danno sanitario che si rischia in tutto il paese e trovo a dir poco “agghiacciante” ad esempio che non si sia ancora istituita una zona rossa già richiesta dalla regione, per i comuni di Alzano Lombardo e Nembro (tengo a precisare che trattasi di pura opinione personale).
                          Io stesso guardavo con un po’ di stupore le riorganizzazioni dell’intero ospedale nella settimana precedente, quando il nostro nemico attuale era ancora nell’ombra: i reparti piano piano letteralmente “svuotati”, le attività elettive interrotte, le terapie intensive liberate per creare quanti più posti letto possibili. I container in arrivo davanti al pronto soccorso per creare percorsi diversificati ed evitare eventuali contagi. Tutta questa rapida trasformazione portava nei corridoi dell’ospedale un’atmosfera di silenzio e vuoto surreale che ancora non comprendevamo, in attesa di una guerra che doveva ancora iniziare e che molti (tra cui me) non erano così certi sarebbe mai arrivata con tale ferocia.
                          (apro una parentesi: tutto ciò in silenzio e senza pubblicizzazioni, mentre diverse testate giornalistiche avevano il coraggio di dire che la sanità privata non stava facendo niente).

                          Ricordo ancora la mia guardia di notte di una settimana fa passata inutilmente senza chiudere occhio, in attesa di una chiamata dalla microbiologia del Sacco. Aspettavo l’esito di un tampone sul primo paziente sospetto del nostro ospedale, pensando a quali conseguenze ci sarebbero state per noi e per la clinica. Se ci ripenso mi sembra quasi ridicola e ingiustificata la mia agitazione per un solo possibile caso, ora che ho visto quello che sta accadendo.

                          Bene, la situazione ora è a dir poco drammatica. Non mi vengono altre parole in mente.
                          La guerra è letteralmente esplosa e le battaglie sono ininterrotte giorno e notte.

                          Uno dopo l’altro i poveri malcapitati si presentano in pronto soccorso. Hanno tutt’altro che le complicazioni di un’influenza. Piantiamola di dire che è una brutta influenza. In questi 2 anni ho imparato che i bergamaschi non vengono in pronto soccorso per niente. Si sono comportati bene anche stavolta. Hanno seguito tutte le indicazioni date: una settimana o dieci giorni a casa con la febbre senza uscire e rischiare di contagiare, ma ora non ce la fanno più. Non respirano abbastanza, hanno bisogno di ossigeno.
                          Le terapie farmacologiche per questo virus sono poche. Il decorso dipende prevalentemente dal nostro organismo. Noi possiamo solo supportarlo quando non ce la fa più. Si spera prevalentemente che il nostro organismo debelli il virus da solo, diciamola tutta. Le terapie antivirali sono sperimentali su questo virus e impariamo giorno dopo giorno il suo comportamento. Stare al domicilio sino a che peggiorano i sintomi non cambia la prognosi della malattia.

                          Ora però è arrivato quel bisogno di posti letto in tutta la sua drammaticità. Uno dopo l’altro i reparti che erano stati svuotati, si riempiono a un ritmo impressionante. I tabelloni con i nomi dei malati, di colori diversi a seconda dell’unità operativa di appartenenza, ora sono tutti rossi e al posto dell’intervento chirurgico c’è la diagnosi, che è sempre la stessa maledetta: polmonite interstiziale bilaterale.

                          Ora, spiegatemi quale virus influenzale causa un dramma così rapido. Perché quella è la differenza (ora scendo un po’ nel tecnico): nell’influenza classica, a parte contagiare molta meno popolazione nell’arco di più mesi, i casi si possono complicare meno frequentemente, solo quando il VIRUS distruggendo le barriere protettive delle nostre vie respiratorie permette ai BATTERI normalmente residenti nelle alte vie di invadere bronchi e polmoni provocando casi più gravi. Il Covid 19 causa una banale influenza in molte persone giovani, ma in tanti anziani (e non solo) una vera e propria SARS perché arriva direttamente negli alveoli dei polmoni e li infetta rendendoli incapaci di svolgere la loro funzione. L’insufficienza respiratoria che ne deriva è spesso grave e dopo pochi giorni di ricovero il semplice ossigeno che si può somministrare in un reparto può non bastare.

                          Scusate, ma a me come medico non tranquillizza affatto che i più gravi siano prevalentemente anziani con altre patologie. La popolazione anziana è la più rappresentata nel nostro paese e si fa fatica a trovare qualcuno che, sopra i 65 anni, non prenda almeno la pastiglia per la pressione o per il diabete. Vi assicuro poi che quando vedete gente giovane che finisce in terapia intensiva intubata, pronata o peggio in ECMO (una macchina per i casi peggiori, che estrae il sangue, lo ri-ossigena e lo restituisce al corpo, in attesa che l’organismo, si spera, guarisca i propri polmoni), tutta questa tranquillità per la vostra giovane età vi passa.
                          E mentre ci sono sui social ancora persone che si vantano di non aver paura ignorando le indicazioni, protestando perché le loro normali abitudini di vita sono messe “temporaneamente” in crisi, il disastro epidemiologico si va compiendo.
                          E non esistono più chirurghi, urologi, ortopedici, siamo unicamente medici che diventano improvvisamente parte di un unico team per fronteggiare questo tsunami che ci ha travolto. I casi si moltiplicano, arriviamo a ritmi di 15-20 ricoveri al giorno tutti per lo stesso motivo. I risultati dei tamponi ora arrivano uno dopo l’altro: positivo, positivo, positivo. Improvvisamente il pronto soccorso è al collasso. Le disposizioni di emergenza vengono emanate: serve aiuto in pronto soccorso. Una rapida riunione per imparare come funziona il software di gestione del pronto soccorso e pochi minuti dopo sono già di sotto, accanto ai guerrieri che stanno al fronte della guerra. La schermata del pc con i motivi degli accessi è sempre la stessa: febbre e difficoltà respiratoria, febbre e tosse, insufficienza respiratoria ecc… Gli esami, la radiologia sempre con la stessa sentenza: polmonite interstiziale bilaterale, polmonite interstiziale bilaterale, polmonite interstiziale bilaterale. Tutti da ricoverare. Qualcuno già da intubare e va in terapia intensiva. Per altri invece è tardi…

                          La terapia intensiva diventa satura, e dove finisce la terapia intensiva se ne creano altre. Ogni ventilatore diventa come oro: quelli delle sale operatorie che hanno ormai sospeso la loro attività non urgente diventano posti da terapia intensiva che prima non esistevano.
                          Ho trovato incredibile, o almeno posso parlare per l’HUMANITAS Gavazzeni (dove lavoro) come si sia riusciti a mettere in atto in così poco tempo un dispiego e una riorganizzazione di risorse così finemente architettata per prepararsi a un disastro di tale entità. E ogni riorganizzazione di letti, reparti, personale, turni di lavoro e mansioni viene costantemente rivista giorno dopo giorno per cercare di dare tutto e anche di più.
                          Quei reparti che prima sembravano fantasmi ora sono saturi, pronti a cercare di dare il meglio per i malati, ma esausti.

                          Il personale è sfinito. Ho visto la stanchezza su volti che non sapevano cosa fosse nonostante i carichi di lavoro già massacranti che avevano. Ho visto le persone fermarsi ancora oltre gli orari a cui erano soliti fermarsi già, per straordinari che erano ormai abituali. Ho visto una solidarietà di tutti noi, che non abbiamo mai mancato di andare dai colleghi internisti per chiedere “cosa posso fare adesso per te?” oppure “lascia stare quel ricovero che ci penso io”. Medici che spostano letti e trasferiscono pazienti, che somministrano terapie al posto degli infermieri. Infermieri con le lacrime agli occhi perché non riusciamo a salvare tutti e i parametri vitali di più malati contemporaneamente rilevano un destino già segnato.

                          Non esistono più turni, orari. La vita sociale per noi è sospesa.
                          Io sono separato da alcuni mesi, e vi assicuro che ho sempre fatto il possibile per vedere costantemente mio figlio anche nelle giornate di smonto notte, senza dormire e rimandando il sonno a quando sono senza di lui, ma è da quasi 2 settimane che volontariamente non vedo né mio figlio né miei familiari per la paura di contagiarli e di contagiare a sua volta una nonna anziana o parenti con altri problemi di salute. Mi accontento di qualche foto di mio figlio che riguardo tra le lacrime e qualche videochiamata.

                          Perciò abbiate pazienza anche voi che non potete andare a teatro, nei musei o in palestra. Cercate di aver pietà per quella miriade di persone anziane che potreste sterminare. Non è colpa vostra, lo so, ma di chi vi mette in testa che si sta esagerando e anche questa testimonianza può sembrare proprio un’esagerazione per chi è lontano dall’epidemia, ma per favore, ascoltateci, cercate di uscire di casa solo per le cose indispensabili. Non andate in massa a fare scorte nei supermercati: è la cosa peggiore perché così vi concentrate ed è più alto il rischio di contatti con contagiati che non sanno di esserlo. Ci potete andare come fate di solito. Magari se avete una normale mascherina (anche quelle che si usano per fare certi lavori manuali) mettetevela. Non cercate le ffp2 o le ffp3. Quelle dovrebbero servire a noi e iniziamo a far fatica a reperirle. Ormai abbiamo dovuto ottimizzare il loro utilizzo anche noi solo in certe circostanze, come ha recentemente suggerito l’OMS in considerazione del loro depauperamento pressoché ubiquitario.

                          Eh sì, grazie allo scarseggiare di certi dispositivi io e tanti altri colleghi siamo sicuramente esposti nonostante tutti i mezzi di protezione che abbiamo. Alcuni di noi si sono già contagiati nonostante i protocolli. Alcuni colleghi contagiati hanno a loro volta familiari contagiati e alcuni dei loro familiari lottano già tra la vita e la morte.
                          Siamo dove le vostre paure vi potrebbero far stare lontani. Cercate di fare in modo di stare lontani. Dite ai vostri familiari anziani o con altre malattie di stare in casa. Portategliela voi la spesa per favore.

                          Noi non abbiamo alternativa. E’ il nostro lavoro. Anzi quello che faccio in questi giorni non è proprio il lavoro a cui sono abituato, ma lo faccio lo stesso e mi piacerà ugualmente finché risponderà agli stessi principi: cercare di far stare meglio e guarire alcuni malati, o anche solo alleviare le sofferenze e il dolore a chi non purtroppo non può guarire.
                          Non spendo invece molte parole riguardo alle persone che ci definiscono eroi in questi giorni e che fino a ieri erano pronti a insultarci e denunciarci. Tanto ritorneranno a insultare e a denunciare appena tutto sarà finito. La gente dimentica tutto in fretta.

                          E non siamo nemmeno eroi in questi giorni. E’ il nostro mestiere. Rischiavamo già prima tutti i giorni qualcosa di brutto: quando infiliamo le mani in una pancia piena di sangue di qualcuno che nemmeno sappiamo se ha l’HIV o l’epatite C; quando lo facciamo anche se lo sappiamo che ha l’HIV o l’epatite C; quando ci pungiamo con quello con l’HIV e ci prendiamo per un mese i farmaci che ci fanno vomitare dalla mattina alla sera. Quando apriamo con la solita angoscia gli esiti degli esami ai vari controlli dopo una puntura accidentale sperando di non esserci contagiati. Ci guadagniamo semplicemente da vivere con qualcosa che ci regala emozioni. Non importa se belle o brutte, basta portarle a casa.
                          Alla fine cerchiamo solo di renderci utili per tutti. Ora cercate di farlo anche voi però: noi con le nostre azioni influenziamo la vita e la morte di qualche decina di persone. Voi con le vostre, molte di più.

                          Per favore condividete e fate condividere il messaggio. Si deve spargere la voce per evitare che in tutta Italia succeda ciò che sta accadendo qua.

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                          • #14
                            Grazie @Ack questo post vale più di ennemila talk show e/o telegiornali e/o social sproloquiante, nessun commento, nessuna parola da aggiungere
                            Grazie @Cafè Racer per la disponibilità a fornirci e condividere informazioni

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                            • #15
                              ecco,questa è VERA INFORMAZIONE! Non i soliti video da bimbomin[NON SI DICE] dove dicono tutto e il contrario di tutto. Mi piace un pò meno la parte scritta ma almeno si lascia leggere e non ha catastrofismi da armageddon

                              Non le ercate del tipo "qui è un inferno" senza spiegare NULLA e mettendo solo paura. Come in una altro forum (e qui lo dico e che caspita di stufe a pellet) dove uno proponeva 5000 E di multa se esci senza mascherina ,che ovviamente essendo quella chilurgo non serve a un razzo.

                              Non posso che stare qui dietro uno schermo a vedere,e appunto stiamo a vedere sta ben importante parabola discendente quando calerà.

                              Difatti le MIE condizioni per andare su erano

                              -zero divieti da qui a là (non mi va di accoppare qualche divisa )
                              -Tutto aperto là (se no che vado a fare)
                              -non da solo (se no mi annoio)
                              -con buona neve (se no rovino il fondo)

                              vedremo,ovviamente qualche bestemmia ci scapperà ,ed anche ad alta voce!

                              Seguirò solo la logica,per il resto la tv ora è in cortile sotto al balcone coperta da un nylon e il mivarone della saletta non ha il decoder.

                              Vedremo e più che altro sentiremo (ho ancora la radio) cosa cambia e nella tv ci metto i film,la dispensa è piena i gatti stanno con me...vediamo cosa succede.
                              Ultima modifica di docelektro; 09-03-20, 20:21.

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